Grafologia
Nel XVIII secolo, Lavater, il cui vero nome è Johann Kaspar, scrittore, pensatore e poeta svizzero, nato nel 1741, spinto soprattutto dai consigli dei due grandi poeti tedeschi, Johann Wolfgang Goethe e Johann Gottfried von Herder, si decise a studiare la grafologia; le opere di Lavater ebbero un successo grandissimo. Ma il vero creatore della grafologia è considerato l’abate Jean Henri Michon, nato nel 1806, che per primo scrisse opere di carattere dottrinale. Se l’indagine era cominciata sul piano della fisiologia, studiando il rapporto tra l’attività del cervello e il gesto impegnato nella scrittura, era naturale che seguisse la ricerca e la classificazione dei “segni fissi”, cioè i tracciati grafici stabili e corrispondenti a determinate categorie psichiche. L’atto di scrivere è una manifestazione psicomotoria, cosciente o no, semiautomatica, legata al temperamento individuale. Attualmente gli studiosi di grafologia si possono dividere in due grandi gruppi; quelli che seguono soprattutto le teorie di Freud, e quelli che si avvicinano invece a Jung.
Lettere separate le une dalle altre: intuitivo
Lettere completamente staccate le une dalle altre: molto intuitivo, fino all’utopia .
Parole separate in sillabe: equilibrato
Prime lettere staccate dal resto della parola, spazi larghi, armonia: equilibrato, fortemente intuitivo
Parole interrotte, scrittura disarmonica, senza margine: tipo inferiore
Righe strette, poco spazio, d legata alla lettera successiva: tipo deduttivo D legata alla lettera successiva, molte parole legate fra di loro: tipo deduttivo, senza intuizione
Grafia lenta: autocontrollo, pessimismo, pigrizia
Grafia veloce: impulsività, vitalità, intelligenza, ottimismo
Discontinuità nella velocità: debolezza psichica, incertezza, talvolta salute malferma
Pressione forte: dinamismo, vitalità Pressione media: equilibrio, carattere semplice
Pressione debole: sensibilità, impressionabilitá, debolezza fisica
Pressione forte e regolare: egoismo, diffidenza, passione
Scrittura semplice: carattere semplice, onesto
Scrittura aggraziata, minuta: immaginazione e amabilitá.
Scrittura grossolana: rudezza, ignoranza
Scrittura bizzarra: temperamento nervoso, capriccioso
Scrittura tipografica: tendenze artistiche, spiritualità
Scrittura disordinata: leggerezza di carattere, egoismo
Scrittura chiara e piccola: gentilezza, lealtà Scrittura spaziosa: generosità, praticità
Scrittura confusa: scarsa cultura, complessi d’inferiorità
Scrittura regolare: calma, costanza, pedanteria
Scrittura ordinata: chiarezza, lentezza
Scrittura disordinata: limitatezza, mancanza di principi
Scrittura ornata: senso estetico, vanità, umorismo
Scrittura combinata: grande immaginazione, memoria, spirito vivace Scrittura uniforme: comunicativo, attitudini scientifiche
Scrittura disuguale: instabilità, indecisione, spirito di contraddizione Scrittura larga: nervosismo, spirito critico
Scrittura piccola, staccata: forte attività mentale
Scrittura legata: tendenza alla logica, senso del dovere
Scrittura ritoccata positiva: insicurezza, volontà di migliorare
Scrittura ritoccata negativa: falsità
Scrittura armonica: spiccata personalità
Scrittura con maiuscole eleganti, parole appuntite: artisti, individui creativi Scrittura netta, grande, angolosa: logica e volontà, pensatori
Scrittura piccola, sobria, netta: intellettuali, matematici
Scrittura con grafici misti, disarmonica: tipo mediocre
Scrittura chiara, pulita, nessun carattere particolare: scarsa personalità Scrittura confusa, illeggibile: mancanza di carattere e di volontà Dimensione troppo grande: esagerato orgoglio, superbia
Dimensione grande: sicurezza di sé.
Dimensione media: giusto equilibrio fra psiche e ragione
Dimensione piccola e armonica: finezza di spirito, concentrazione Dimensione piccola e disarmonica: esagerata sensibilità, meschinità. Direzione ascendente: ottimismo, serenità, ambizione, perseveranza Direzione troppo ascendente: vanità, superbia, irascibilità, testardaggine Direzione discendente: pessimismo, complessi, malattia, volontà debole Direzione rettilinea: carattere equilibrato, volontà ferma
Direzione serpentina armonica: diplomazia, abilità, realismo
Direzione serpentina disarmonica: mancanza di scrupoli, amoralità
Parole a “festone”: pessimismo in teoria, ottimismo in realtà
Parole curvate verso l’alto: disinvoltura, temperamento esuberante Inclinazione diritta: inflessibilità, insensibilità Inclinazione leggera a destra: sensibilità unita a razionalità
Inclinazione a destra: affabilità, sentimentalismo Inclinazione forte a destra: passionalità, sensitività
Inclinazione a sinistra: diffidenza, falsità, pessimismo, misantropia
Ritmo negativo (disarmonia delle lettere, spazi irregolari): temperamento irascibile, povertà di spirito
Ritmo positivo (lettere armoniche, spazi uguali, ordine): ricca vita interiore, equilibrio M, n, u aperte in alto: lealtà
Finali un po’ arrotondate: dolcezza
Lettere larghe, segni armonici: generosità, saggezza M, n, u con angoli acuti: insensibilità
Lettere serrate, parole ammucchiate: avarizia
Angoli chiusi sopra e aperti in basso: timidezza, carattere chiuso M, n, u scritte in modo scolastico: mancanza di personalità.
Margini esatti: equilibrio, buon gusto
Senza margine: avarizia, mancanza di riguardo verso il prossimo
Ampio margine: larghe vedute, generosità
Grande margine: bontà, sentimentalismo
Grande margine a sinistra, piccolo a destra: slanci di generosità, ma poi caduta nell’avarizia
Poco margine a sinistra, grande a destra: mancanza di senso economico Scrittura nel margine: indecisione, complessi d’inferiorità
Segni ascendenti: spiritualità
Zona centrale con lettere uniformi: senso della realtà
Zona centrale con lettere non uniformi: sognatore
Scrittura mista: lotta interiore
Poche variazioni: persone passive, che si accontentano di poco
Segni discendenti: razionalismo, materialismo
Abilità artistica: lettere maiuscole in stampatello
Abilità creativa: s, c, t in stampatello, lettere accuratamente formate. Abilità negli affari: paraffi intrecciati a forma di tela di ragno
Adattamento: maiuscole strane, punto della i leggero
Adulazione: d e t con l’asta a occhiello
Aggressività: s angolosa, paraffo da sinistra a destra
Amore per la natura: finale a spirale verso l’alto
Ambizione: gamba centrale della m più alta, tratti ascendenti
Amoralità: t senza trattino, scrittura molto inclinata
Analisi: puntino sulla i a uncino
Angoscia: scrittura discendente, disordinata
Astiosità: le maiuscole sovrastano alcune lettere che seguono
Autorità: finali forti e discendenti
Avarizia: scrittura contratta, serrata Avidità: a che inizia con un uncino, asta della d bassa e diritta
Bontà: scrittura rotonda con occhielli larghi
Buon gusto: i simile al numero I romano
Calcolo: scrittura artificiale, nome seguito da un punto
Calma: trattino della t centrato
Capacità di espressione: r e a in stampatello
Capacità letteraria: g scritta a forma di otto
Carattere chiuso, segreto: a e o chiuse
Carattere complimentoso: riccioli strani non al posto giusto
Capricciosità: scrittura bizzarra
Cattivo gusto: maiuscole ornate
Chiarezza: scrittura spaziosa
Cautela: occhiello stretto, la base della d stretta, u e n molto strette, punto della i a sinistra
Civetteria: scrittura ornata, ricci a forma di cerchietto
Cocciutaggine: finali a uncino verso il basso
Collera: scrittura grande, tremolante
Complessi: trattino della t basso
Complesso d’inferiorità: maiuscole elaborate
Comprensione: occhielli molto larghi
Concentrazione: finale mancante
Convenzionalità: a, e con gamba iniziale
Coraggio: scrittura ferma e appuntita, larga, ascendente
Cordialità prudente: alternarsi di o e a aperte e chiuse
Cordialità: finale verso l’alto, scrittura ascendente
Coscienziosità: lettere precise, v più alta a destra
Criticismo: puntino della i come un uncino
Crudeltà: finali a frusta, g con occhiello piccolo, punto della i marcato Generosità: d, o aperte, scrittura spaziosa, maiuscole staccate, finale prolungato e ascendente
Gentilezza: occhielli rotondi e proporzionati, trattino basso, occhiello della b molto largo, finali lunghe e alte, scrittura chiara.
Giudizio tagliente: quando il trattino taglia la t di sbieco
Gusto del bello: p tipografica
Idealità: occhielli alti, asta della d alta e diritta Ignoranza: scrittura grossolana, scrittura sinistrorsa
Immaginazione: asta della d aggiunta verso destra, s più grande delle altre lettere, segni discendenti con occhielli grandi
Immaturità: gamba della g verso sinistra
Impazienza: p stilata con un semplice tratto
Incertezza: e stretta come la i Inclinazione scientifica: gamba della g diritta sotto la linea
Indecisione: tratto della t verso sinistra, scrittura ineguale, scrittura ritoccata
Indifferenza: l piccola simile alla e Indipendenza: tratto della d aggiunto verso destra, seconda gamba della m più bassa, maiuscole staccate
Indole sdegnosa: v come u Infaticabilità: paraffo a folgore Influenzabilità: trattino basso, d con occhiello molto largo
Ingratitudine: finale arricciata
Intelligenza: d con tratto curvo all’indietro, m maiuscola a forma di minuscola grande, scrittura destrorsa
Introversione: d ampio, o, a, u chiuse, riccio rivolto indietro sotto la parola Intuito: scrittura spezzata e allineata Ipocrisia: lettera aperte alla base Ironia: tratti gladiolati Irrequietezza: tratti e trattini lunghi
Debolezza mentale: occhielli incrinati in alto
Debolezza psichica: trattino della t alto e verso sinistra, finale discendente, occhiello inferiore corto e sotto la linea.
Deduzione: scrittura legata, finali delle parole mancanti, e come una i Degno di fiducia: d con asta molto alta
Delicatezza: tratti leggeri
Depressione: scrittura discendente
Desiderio di consenso: occhiello della l esagerato, prima gamba della m più alta, u angolosa
Desiderio di piacere: u appuntita
Difensiva: paraffo da destra a sinistra
Diffidenza: scrittura artificiosa, finale che riempie gli spazi tra le parole Dignità: d con asta molto alta
Dinamismo: s molto arrotondata e poco chiara
Disonestà: lettere aperte alla base, scrittura serrata
Disordine: scrittura confusa
Dissimulazione: maiuscole basse e allargate
Durezza: s angolosa
Eccentricità: occhiello tremolante e largo
Eccessi, esagerazioni: s con tratto ascendente grande
Egocentrismo: riccio allungato alla base delle lettere, d legata alla lettera seguente, scrittura legata
Egoismo: d con asta curvata a destra, scrittura serrata, paraffo a chiocciola che avviluppa la firma, finale lungo e piegato in sotto, scrittura sinistrorsa
Emotività: occhiello alto e largo, finale con doppio riccio, scrittura tremolante
Energia: tratti accentuati, occhiello inferiore lungo, trattino della t corto e grosso
Entusiasmo: trattino della t verso destra, punto della i lungo a forma di linea
Equilibrio: trattino della t centrato, semplice e ben formato
Esibizionismo: e ornata
Esigenza: l alta e stretta
Espressività: r stampatello
Falsità: paraffo con linee intrecciate a grata, scrittura ritoccata
Fantasia: trattino della t alto e scrittura ascendente, riccio in alto Fatalismo: n formata come u
Fedeltà: scrittura naturale
Fermezza di carattere: s angolosa, tratti corti
Fiducia in se stessi: occhiello eliminato
Fissazioni: riccio in alto in linea retta
Forza di carattere: scrittura grande e serpentina
Franchezza: a, d, e, o aperte, scrittura naturale
Obbedienza: a, e, c, scritte con gamba iniziale
Onestà: scrittura chiara, la o e la a aperte.
Orgoglio: occhielli alti, d con asta molto alta, l molto alta, maiuscole elaborate, scrittura grande, seconda gamba della m più bassa
Orgoglio delle proprie capacità: maiuscole troppo grandi
Orgoglio del proprio nome: firma sottolineata
Originalità: scrittura in stampatello
Osservazione: occhiello della h lungo
Ostinazione: tratti alti e scrittura grande, trattino della t centrato e curvo Ottimismo: scrittura ascendente, punto della i a destra
Passionalità: occhiello inferiore lungo, scrittura ineguale
Passività: finali discendenti
Paura: segni sinistrorsi, finale debole e scendente
Pensatore: punteggiatura a forma d’apostrofo
Personalità forte: la i come una semplice linea
Pessimismo: m con tratti discendenti, grafia discendente
Pigrizia: scrittura rotonda, t senza trattino, scrittura discendente
Praticità: occhiello inferiore piccolo e corto, punto della i in basso Precisione: scrittura angolosa, regolare, occhielli stretti, soprattutto quello della f.
Prepotenza: punto della i marcato
Presunzione: gambe della m allontanate, scrittura grande
Pretenziosità: i molto più grande delle altre lettere, maiuscole troppo ornate.
Prodigalità: scrittura distesa Prontezza di mente: punto della i a destra Prudenza: occhiello della l piccolo, trattino della t sottile, asta della d separata dal resto del corpo, scrittura lenta
Puntiglio: scrittura angolosa Raffinatezza: e maiuscola alla greca
Rigidità:. occhiello in alto triangolare
Riservatezza: occhielli alti e larghi, la d e la t con occhielli, scrittura spezzata
Risolutezza: la d maiuscola che inizia con un uncino, la b senza occhiello Laboriosità: punto della i basso
Lentezza: scrittura sinistrorsa.
Logica: d legata alle lettere seguenti
Mancanza di concentrazione: t senza trattino, scrittura spezzata Mancanza di energia: occhielli piccoli e corti
Mancanza di fantasia: r rotonda come la u
Mancanza di metodo: o simile alla a
Mancanza di riflessione: occhielli in alto a forma di triangolo
Mancanza di vitalità: occhielli inferiori corti
Materialismo: occhielli discendenti e lunghi
Mediocrità: trattino semplice e piccolo, d rivoltate
Menzogna: scrittura ritoccata
Mettersi in mostra: i con il punto a cerchio
Misticismo: finali verso l’alto, punto della i in alto
Modestia: occhielli piccoli, maiuscole piccole
Nervosismo: scrittura bizzarra
Nobiltà: m maiuscola scritta come minuscola
Scontentezza: la m maiuscola con tre gambe, quella di mezzo più bassa Senso del dovere: trattino della t ben centrato, scrittura precisa, chiara. Senso estetico: l maiuscola tipografica
Sfiducia in se stessi: scrittura discendente
Sobrietà: lettere finali mozze
Sognatore e visionario: il trattino della t alto e verso sinistra, finale verticale
Spirito di adattamento: punteggiatura leggera
Spiritualità: occhielli alti oppure eliminati, trattino della t a coperchio Spontaneità e simpatia: occhielli rotondi e proporzionati
Superficialità: occhielli inferiori esagerati
Stravagante ma gentile: la m e la n molto larghe
Taciturno: maiuscole abbassate al di sotto della riga
Tenacia: trattino della t a uncino, finali a angoli
Tendenza agli eccessi: la s a tratti grande
Testardaggine: scrittura angolosa, occhiello in alto a forma di triangolo Timidezza: lettere all’indietro, la d con corpo molto largo, scrittura lenta, finali deboli e discendenti, scrittura esitante, punto della i leggero
Tirannia: trattino della t a forma di taglio
Tradizionalismo: lettere maiuscole all’antica, la p scritta in modo scolastico Trascuratezza: la t senza trattino, mancanza di punteggiatura
Umanità: lettera finale prolungata e ascendente
Umorismo: finale a uncino verso l’alto, punto della i ondeggiante o a curva Vanità: occhiello inferiore esagerato, la lettera e e le maiuscole ornate, scrittura grande, finali lunghe e piegate in sotto
Versatilità: lettere in stampatello.
Violenza: tratti marcati, scrittura grossolana
Virilità: la f lunga sotto la linea
Visionario: finali verticali Vitalità: trattino della t verso destra
Vivacità: tratti e trattini lunghi Volgarità: riccioli sgraziati, maiuscole troppo ornate
Volontà debole: scrittura sottile, lenta, trattino della t corto e sottile Volontà depressa: scrittura discendente, inclinata, sinuosa
Volontà forte: scrittura angolosa, netta, rapida
Volontà fortissima: paraffo a folgore
Volontà fredda: scrittura scendente rettilinea
Volontà stentata: scrittura piccola serrata

