Simboli & Significati C
CASA:
Dalla fine del nomadismo dei cacciatori nel periodo glaciale, la casa è il simbolo del centro vitale degli uomini che stanno diventando stanziali. Le più antiche case conosciute, nel senso odierno del termine, sono state portate alla luce a Gerico (7) e a Catal Hüyük (altopiano anatolico) e risalgono al periodo intorno a 6500 a.C. La chiesa è la casa di Dio, la tomba è l’ultima dimora, la casa degli uomini nelle leghe rituali e nelle riunioni degli anziani (Tambaran, Nuova Guinea) o come la lunga casa della lega tribale degli Irochesi
CIELO:
Nella Bibbia il cielo è il trono di Dio, a cui anche Cristo ascende dopo la Resurrezione. Nel simbolismo dell’antica Cina il cielo rappresenta la forza del destino
che guida ogni cosa terrena. Nell’antico Perù il cielo veniva chiamato “Hanan Pacha”, verso cui i buoni ascendevano come premio per la loro virtù, chiamavano “Hurin Pacha” il mondo inferiore della
corruzione e Uru Pacha era il punto centrale della Terra.
CROCE:
Il più universale tra i simboli elementari; rappresenta anzitutto l’orientamento nello spazio, il punto d’intersezione tra le linee su/giù e destra/sinistra,
l’unificazione di molti sistemi dualistici sotto forma di una totalità, che corrisponde alla forma umana con le braccia aperte. Rispetto agli angoli rappresenta il 4, mentre rispetto al punto
d’intersezione delle
sue braccia, il 5. Assieme al cerchio costituisce un elemento strutturale che sta alla base di molti mandala o figure di meditazione e si ritrova nelle piante di diversi templi e chiese.
In molte culture si incontrano rappresentazioni a forma di croce dell’immagine del mondo.
La croce all’interno di un cerchio oltre al significato cosmologico simboleggia anche la divisione dell’anno in 4 parti. Dal punto di vista dell’asse verticale, che unisce lo zenit al nadir, la croce ha un rapporto simbolico con l’asse del mondo. Sull’asse orizzontale la croce taglia i quadrati in quarti uguali, si pensi p.es. alle città romane nel cui centro si incrociavano le due strade principali: il cardo e il decumano.
Nelle carte geografiche medievali, oltre allo schema a T si incontra spesso quello a croce con Gerusalemme al centro. Alcuni popoli africani credono che i crocevia o il simbolo della croce siano in relazione con la separazione tra le strade dei vivi e dei morti.
La croce a forma di Y, detta croce dei Cedroni o a forcella, rimanda all’antico simbolo dell’albero della vita. La croce di Gerusalemme (croce gerosolimitana).
La croce irlandese significa l’aspirazione cavalleresca all’avventura come prova spirituale. La croce gigliata è uno stemma (ordine cavalleresco di Alcantara in Castiglia). La croce ansata nell’arte
egiziana.
La croce a freccia, simbolo politico.
La croce ad albero, la croce triolgiata (simbolo di san Patrizio), la croce di Malta, la croce quadrata degli Inca…
CUORE:
Per gli Egizi dell’epoca dei faraoni, il cuore era sede dell’intelletto, della volontà e dei sentimenti.
Nella Bibbia il cuore è l’uomo interiore; nel nuovo Testamento si afferma che grazie alla fede Dio abita nel cuore. In India
il cuore è spesso sede dell’atman, il riflesso dell’assoluto (brahman) nell’uomo. L’Islam considera il cuore come la sede fisica della spiritualità e della contemplazione e lo vede racchiuso in
diverse spoglie.
Secondo una credenza azteca il Sole, nel suo viaggio notturno negli inferi, perderebbe la propria forza, diventando magro come uno scheletro, e la riacquisterebbe solo grazie al sangue estratto dal cuore delle vittime sacrificate.
Il cuore di Maria viene rappresentato, secondo la profezia di Simeone, con una o con sette spade.
DEI DELLA FORTUNA:
nella religione giapponese si nota un’interessante combinazione simbolica di sette personificazioni della fortuna terrena Hotei o Buddha panciuto, Bishamonten,
Fukurokuju, Jurojin, Daikoku, Ebisu, Benzaiten). L’antica iconorafia cinese conosce 5 dei della fortuna, che vengono rappresentati come uomini anziani o pipistrelli.
DIAVOLO:
il nemico, l’ingannatore (Satana) che come signore dell’inferno si oppone a Dio, signore del cielo. I suoi attributi hanno origine
anzitutto dal nome etrusco degli Inferi, Charun. Le caratteristiche fisiche sono: caprone, corna, zampe, coda (dio greco Pan), zoccoli di cavallo, ali di pipistrello, serpente, drago, il leone, la
volpe, uccello rosso, scoiattolo fulvo,
basilisco, cuculo. Nelle leggende popolari compariva come cacciatore in abito verde e rosso, nelle sculture medievali come principe di questo mondo la cui schiena è divorata da rospi, serpenti e
vermi.
EDERA:
come sempreverde è simbolo dell’immortalità; in un altro contesto possiede anche un valore simbolico demoniaco. Talia, la musa della commedia, era descritta come inghirlandata da una corona d’edera. È presente nell’antico culto egizio della resurrezione di Osiride.
EGITTO:
La Sfinge o le piramidi sono agli occhi di molti, la prova del fatto che l’antico Egitto con le sue mummie, il Libro dei Morti, l’insieme
delle divinità con forma di animale, o con corpo d’uomo e testa d’animale, incarna la grande sapienza delle epoche passate (Atlantide). Fa riflettere che nella valle del Nilo si sia verificato il
passaggio alla formazinone di strutture statali stabili e di regni organizzati, con l’elaborazione di tecniche di scultura in pietra e l’invenzione della scrittura. La maggior parte della cultura
egizia rimase inaccessibile per ca. 3000 anni, fino a che, in epoca ellenistica, le civiltà mediterranee offrirono i primi resoconti sulla sua storia. Gli Egizi furono i primi a misurare la lunghezza
dell’anno dividendolo in 12 parti. Le stelle, dicevano, sono state generate per questo motivo. La loro tecnica di calcolo è più precisa di quella dei Greci, il novero delle 12 divinità risale agli
Egizi, e furono i primi a innalzare templi alle divinità, a concepire raffigurazioni religiose, a scolpire immagini divine nella pietra.
PATTI Armanini ART


