Simboli & Significati P
PANE:
Nell’antico Egitto si conoscevano ca. 40 diversi tipi di pane e di pasta e le formule usate in occasione dei sacrifici funebri parlano di pane e birra come alimenti fondamentali nell’aldilà. Nell’antico Oriente il pane non veniva tagliato ma spezzato, e l’atto dello spezzare il pane esprimeva in senso figurato il fatto di mangiare insieme, di consumare insieme il pasto. Ha dato a questo pasto il significato spirituale di un’azione sacra, e i 12 pani esposti nel tempio, di cui parla l’Antico Testamento, diventano i simboli del nutrimento spirituale. Nel Nuovo Testamento si parla del miracolo della
moltiplicazione dei pani e dei pesci.
PARADISO:
Il paradiso è l’immagine considerata antichissima, di un giardino destinato all’innocente uomo delle origini, a cui è assente ogni pericolo. Il vocabolo indica una zona recintata, in persiano antico una riserva di caccia destinata al divertimento dei re. Nel paradiso biblico vi sono 2 alberi che Dio voleva restassero tabù, e che l’uomo delle origini non avrebbe quindi dovuto profanare. Nella preistoria mitica il paradiso era il centro del cosmo, caratterizzato da 4 fiumi che vi sgorgano e sorpattutto dalla presenza del Creatore. In quello islamico sono permessi i piaceri dell’uomo, anche quelli sessuali. I Celti dell’Europa nordoccidentale associano all’idea delle isole felici situate nel mare occidentale, quella di un paese della felicità che è inaccessibile ai vivi e è posto sotto il livello del mare. Nell’antico Messico era diffusa l’immagine di un verdeggiante paradiso retto dal dio della pioggia Tlaloc, che accoglieva le persone morte affogate….
PELLEGRINAGGIO:
nell’antichità greca i seguaci del culto misterico lasciavano Atene e andavano in solenne pellegrinaggio fino a Eleusi, presso il santuario di Demetra, e il pellegrinaggio aveva il senso di un rito di iniziazione ai Misteri. Nel mondo cristiano, i pellegrinaggi verso celebri località quali Santiago de Compostela, Roma o Gerusalemme (in etá moderna Lourdes e Mariazell in Austria, Montserrat, Monte Gargano, Odilienberg in Alsazia, Andechs in Baviera, Sonntagsberg nell’Austria meridionale, il pellegrinaggio ai 4 monti in Carinzia, Maria Plain presso Salisburgo ecc.) acquistarono un’importanza quasi equivalente a quella che per i Musulmani ha il pellegrinaggio alla Mecca. Forse anche i viali delimitati da grandi blocchi di pietra (menhir) che troviamo in Bretagna servivano a immortalare viaggi sacri di questo genere intrapresi da pellegrini dell’etá della pietra.
PENTAGRAMMA:
In geometria il pentagramma è il pentagono regolare stellato. Poiché la stella a 5 punte si può costruire con un’unica linea chiusa intrecciata, i pitagorici le attribuirono un significato mistico di perfezione…Altri nomi: piede dell’incubo, orma della strega, pentacolo, signum pitagorico, signum di Igea, dea della salute, signum salutis….Un significato simbolico fondamentale lo è nelle sette gnostico-manichee, il cui numero sacro era il 5. Nella tarda antichitá lo troviamo spesso inciso sugli amuleti (abraxas). Tradizionalmente, la forma che ha un vertice rivolto verso l’alto contrassegna la magia bianca, quella capovolta la magia nera. L’iconografia cristiana si serve della stella a 5 punte, probabilmente in riferimento alle 5 ferite del Cristo crocifisso, anche come un segno che per la sua forma chiusa corrisponde al cerchio e simboleggia l’unione di inizio e fine in Cristo. Lo si trova anche nei lavori in ceramica etruschi. Anche nelle tombe egizie. Nei graffiti delle caverne alpine. Nelle sette massoniche…
PIEDE:
Essendo il piede a contatto con la terra, era molto diffusa la credenza che trasmettesse al terreno i poteri e le influenze della persona che cammina. Spesso si faceva risalire la colonizzazione al fatto che lo scopritore aveva poggiato il suo piede sul suolo; per analogia si metteva il piede sui nemici sconfitti per dimostrare simbolicamente la loro sottomissione. Subalterni e schiavi erano obbligati, in segno di devozione, a baciare i piedi dei loro signori. L’atto di slegarsi i lacci delle scarpe e di entrare in luoghi sacri a piedi scalzi era considerato un gesto di profondo rispetto. L’usanza cattolica della abluzione dei piedi in occasione del Giovedì Santo costituisce un’espressione simbolica di umiltà, sulla scorta dell’esempio dato da Gesù, il quale, seguendo un’usanza orientale, aveva lavato i piedi degli Apostoli. L’abitudine di camminare a piedi scalzi, diffusa tra gli ordini monastici (p.es. le carmelitane scalze), esprime la povertà liberamente scelta. Era diffusa l’opinione che le creature demoniache avessero piedi di forma mostruosa, magari attaccati alla rovescia, o piedi d’oca o d’anatra, o piede di caprone o di cavallo del diavolo che cammina zoppicando. Nella fede popolare dell’antica Cina, nel mondo buddhista, in ambito islamico e cristiano, non è raro che si venerino le caverne che si sono formate naturalmente nella pietra perché le si considera delle grandi orme lasciate dai piedi di divinitá, eroi, profeti e santi. Nel 1740 sul Rosenstein, in Svevia, venne cancellata un’orma del piede di Dio allo scopo di ostacolarne il culto della superstizione. Nel simbolismo cristiano il peccato capitale della collera, ira, viene certe volte rappresentato mediante la figura di una nobildonna che calpesta un servo; il calcio è di solito anche l’espressione dell’estremo disprezzo per chi viene colpito.
QUERCIA:
simbolo d’immortalitá e durevolezza. Era consacrata al dio del cielo e del fulmine Zeus (Giove); nell’antica Roma c’era un boschetto di querce sacro a Giove situato sul lago di Nemi; presso i druidi celtici le querce su cui cresceva il vischio erano tenute in grande considerazione, così come presso i Germani, presso i Lituani erano sacre a Perkunas. Un dio della quercia (Kashima-no kami) era conosciuto anche nel Giappone antico…
RUOTA:
elemento di grande rilevanza nella storia della civiltà. Nel Nuovo Mondo, in etá precolombiana, l’uso della ruota per fini pratici era sconosciuto. Nel mondo antico la ruota rese possibile la costruzione del carro. Nelle civiltà dell’Asia la ruota indica il movimento ciclico della rinascita, nel Buddhismo compare come Ruota della Legge, che libera l’esistenza dalle pene terrene. L’’Iran è un esempio classico di una terra con città a ruota, dalle circonferenze ricavate mediante precisi calcoli matematici in conformità all’immagine cosmologica iranica. Anche a Ceylon ((Sri-Lanka) esistono tracce di una signoria della ruota come nei testi del Brahmanesimo, del Giainismo e del Buddhismo. La ruota, nell’arte medievale, si ritrova spesso in forma di Ruota della Vita, che solleva gli uomini per poi lasciarli nuovamente cadere, o come Ruota della Fortuna che non è mai ferma…
SERPENTE:
in molte culture arcaiche simboleggia ilmondo infernale e il regno dei morti. Nella Bibbia rappresenta sia l’incarnazione del nemico, sia il modello del Salvatore crocifisso. Per i Germani del Nord il serpente è il simbolo dell’Oceano che circonda le terre emerse, analogamente al suo equivalente egizio, il mostruoso Apophis, che minaccia la barca del dio Sole. Uroboros, in greco, è il serpente che si morde la coda. L’ureo ossia il cobra in posizione d’attacco nell’antico Egitto era la personificazione della corona del faraone. Nelle civiltà precolombiane dell’America centrale rappresenta il 5. segno giornaliero del calendario. Nei sistemi esoterici d’origine asiatica il serpente Kundalini, avvinto alla base della colonna vertebrale, è il simbolo dell’energia vitale che bisogna risvegliare attraverso la meditazione. Nel quadro dell’antico simbolismo indiano sono molto importanti i nagas, creature semidivine che custodiscono i tesori della terra. Spesso le statue rappresentano questi demoni benevoli e di buon auspicio sotto le sembianze di esseri umani, con un corpo da serpente, posti a sorvegliare la porta dei templi. Sul serpente del mondo è adagiato il dio Vishnu. Secondo la tradizione popolare le persone dalla lingua biforcuta ossia false, sarebbero dotate di un cuore di serpente. Nelle culture dell’Africa sudorientale, come mostrano le antiche pitture rupestri, i serpenti boa personificavano la pioggia e l’acqua in generale. Svolge una funzione importante nello Scintoismo giapponese un mito incentrato sulla testa del serpente, circostanza che ricorda la leggenda greca di Ercole che lotta contro l’Idra dalle nove teste.
STELLE:
simboli dell’ordine cosmico. Molte mitologie credono che le stelle siano i morti assunti in cielo. Secondo la speculazione cosmologica ebraica, su ogni stella veglierebbe un angelo e le costellazioni sarebbero gruppi di spiriti celesti legati tra loro da un rapporto di armonica collaborazione. Nell’iconografia cristiana indicavano eventi celesti. La stella a 6 punte, era considerata il sigillo magico del re Salomone, e lo scudo di Davide o stella di Davide. Nell’antica Cina a Capodanno ogni persona faceva un sacrificio in onore della sua stella. Gli indios dell’impero Inca pensavano che le stelle fossero le dame di corte della Luna. Nell’impero messicano degli Aztechi le stelle erano considerate la proiezione sulla volta celeste dei volorosi guerrieri immolatisi in battagia. Le stelle cadenti vengono interpretate come presagio della futura morte di personaggi importanti in antica Cina, o come annuncio della nascita di un bimbo. In età arcaica le costellazioni erano utili come punti di orientamento per i naviganti. Le costellazioni vennero suddivise in base a 12 segni ai quali si diede poi il nome colletivo di zodiaco o circolo di animali; alcuni di questi nomi erano già noti alle antiche culture mesopotamiche, e vennero poi ripresi e parzialmente trasformati dagli Egizi e dai Greci…

